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Questo blog nasce così, senza troppi giri di parole.
È nell’aria da tempo e, a dirla tutta, in quel cassetto stava iniziando a prendere troppa polvere.

E visto che in questo periodo sono nella modalità “azione”, non posso fare altro che questo: agire.

Anche se non è perfetto. Anche se non è esattamente come lo immaginavo. A un certo punto bisogna mettere da parte la perfezione e lasciare spazio a quello che conta davvero: il valore. Quello che arriva dalla pancia, dall’esperienza, da tutto quello che hai vissuto e che, prima o poi, chiede di uscire.

E sai cosa ho capito?
Che il momento giusto non esiste. Esiste solo il momento in cui scegli di fare un passo.
E quel momento, per me, è adesso.

Per questo ho deciso che il 5 aprile sarà anche la mia Pasqua.
           Pasqua: “È il passaggio (dall’ebraico Pesach e dal greco Pasca, che significa attraversare, andare oltre) che conduce alla rinascita.”

E ogni volta che si passa da uno stato a un altro, ci si trasforma. E, trasformazione, è una parola che sentirai spesso da queste parti.

Sta nel cuore di SheBù. Perché SheBù, non è un progetto, ma un movimento. Una tribù che si muove nella stessa direzione, ma ognuna seguendo la propria rotta.

E oggi, per me, questa trasformazione ha preso una forma diversa.

Per 5 anni ho vissuto in movimento. Il mare, la barca, g a l l e g g i a r e, in tutti i sensi. (Ma su questo galleggiare… entrerò nei dettagli nei prossimi articoli)

Ora invece sono in una casa, di pietra, ai piedi di un vulcano. Con un giardino grande, che vive sotto i miei occhi, o meglio, sopravvive, nonostante siamo in un’isola dove non piove mai, forse è questo che lo rende ancora più speciale.

E qui, in questi mesi è successo qualcosa che non mi aspettavo.

Camminando tra le piante, curando, osservando, aspettando… ho iniziato a scoprire delle cose. Non solo fuori, ma dentro.

Il tempo delle piante non è il nostro.
Ci sono semi che restano sottoterra per settimane e poi, all’improvviso, spuntano. Altri che non attecchiscono, anche se ci hai creduto. Altri che nascono senza acqua dalla terra nera, vulcanica, incredibile!

E piano piano mi sono accorta che il giardino parla la stessa lingua delle nostre vite.
Soprattutto delle vite di noi donne.

Da qui nasce questo nome. Nel giardino di SheBù.

Perché sarà questo il mio punto di osservazione. Un luogo reale, ma anche simbolico, da cui guardare quello che accade e provare a leggerlo in modo diverso.

Qui condividerò pagine inedite del mio diario di bordo, fallimenti e successi, oppure pensieri nuovi, connessioni, piccoli spunti. Cose semplici, ma non superficiali.

Perchè credo nelle piccole cose, che col tempo generano i grandi cambiamenti.

Qui non troverai formule magiche, o scorciatoie, non sono una mental coach, e nemmeno un guru.

Sono un’outsider. Una che, a un certo punto, ha smesso di stare dentro a un sistema che non le apparteneva più,

una che a 40 anni ha realizzato che abbiamo una sola vita a disposizione.

Sono una donna, come te.
Mamma, moglie, amica…figlia.
Una che ha scelto di uscire dalla comfort zone e di esplorare nuove possibilità e di condividerle.

Qui parlo di quello che conosco, senza filtri, e ispiro, con quello che ho vissuto anche quando avevo paura.

Se senti che hai del caos dentro da trasformare in bellezza: allora questo spazio è anche per te.

Qui puoi arrivare spettinata e con il cuore stanco, senza sentirti in colpa.

Prendi quello che ti serve e se a un certo punto ti sentirai parte del giardino, resta, io sono qui.

Se vuoi sbirciare dentro la tribù e inizare a farne parte mi trovi su Instagram. Lì condivido pezzi di quotidianità, pensieri veloci e un po’ di creatività..non ti ho ancora detto forse che la creatività è la mia salvezza, ma forse ci sono ancora tantissime cose che devo dirti!

Il giardino è appena stato aperto.

Benvenuta!

Qui starai bene.

 

Per ora dal giardino è tutto!

Ciao, Sara

 

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voglio leggerti ancora